Soggetto
e Sceneggiatura
di Ettore Pasculli
Il film è liberamente ispirato a "El Colombre"
del giornalista scrittore Dino Buzzati. L'ingombrante furgone
anni sessanta procede lungo la strada polverosa di un paesaggio
rurale della campagna della provincia di Milano, tra girasoli
luminosi e campi di riso dai riflessi argentati. Sul telone
del rimorchio troneggia una scritta rossa: GOLIATH, che è
il nome di un pesce di grande dimensioni, spaventoso a vedersi,
estremamente raro che, dipinto con tratti elementari, emerge
possente tra i flutti di un mare tormentato. Dentro il camion
si trova un vetusto apparato virtuale, attraverso cui, per effetto
ottico, si può credere di vedere l'animale vivo ma costretto
dentro il ristretto spazio dell'automezzo.
Il "pesce" è di Pietro, ex operaio cassaintegrato,
che ha alimentato nel tempo una vocazione personale alla poesia
ambulante sino a farne una vera e propria professione. Dalle
storie inventate sulla bestia Goliath, in forma poetica e provocatoria,
egli trae anche sostentamento materiale. Pietro esibisce il
pescione nei ritrovi pubblici e con la propria eloquenza da
mattatore intrattiene la gente dei piccoli paesi rurali e delle
periferie metropolitane ai margini delle città. L'artista
Pietro s'immedesima in quel modo di vivere, nell'arte di arrangiarsi,
nel mito del mistero del grande mostro marino, e diventa narratore
di avventure fantastiche e inverosimili con le quali affabula
il suo pubblico, lungo strade che lo portano da una festa a
un mercato, in un paesaggio di campagna, antichi borghi ma anche
di archeologia industriale.
Pietro è un uomo libero, fa della libertà la sua
forza e della solitudine la sua ragione; sopravvive stoicamente
al suo destino sinchè un giorno incontra la giovane e
bellissima Irina, una ragazza dell'est, cinica ed elementare,
concreta per necessità, che viceversa gli contrappone
la semplicità dei suoi bisogni istintivi e a volte persino
crudeli. Siamo in Italia, Pietro ovviamente è italiano
e vive, come molte altre persone del nostro paese, quel sentimento
insieme angosciato e stimolante riguardo al futuro, afflato
di grandi speranze e insieme di previsioni incerte. Perciò,
il racconto si sviluppa in un clima che intreccia fantasia,
sentimento e istinto, lungo un percorso in cui la rinuncia alla
stabilità torna a rappresentare il viaggio di un individuo
attraverso le proprie paure e le proprie spesso inconfessate
speranze. Irina è giunta in Italia con un contratto fasullo
di ballerina, non solo alla ricerca di un futuro professionale,
ma anche e soprattutto per lasciarsi alle spalle una realtà
da dimenticare. Essa, come buona parte delle nuove generazioni
del suo paese, avverte quel bisogno frustrato e morboso di accedere
al modello del "bene" e dell'"essere" occidentale
per troppo tempo sognato senza speranza. Così lei, occhi
azzurri tagliati a mandorla, capelli neri lisci a caschetto,
corpo statuario, carattere selvatico, si è trasferita
a occidente in cerca di una rapida e facile fortuna. Conosce
l'utilità del valore: e il suo valore è tutto
nell'avvenenza fisica, che lei cerca di capitalizzare in ogni
modo. Lo fa, ed è crudele come un bambino egoista o come
può esserlo chi, senza rispetto di se stesso e del proprio
passato, cerca il proprio riscatto esclusivamente nei beni materiali.
Il suo incontro con Pietro è casuale. Accetta il suo
aiuto per sfuggire alle pretese possessive di Mattia, un poco
di buono benestante al quale la ragazza è stata venduta
per contratto da un gruppo di intermediari senza scrupoli. Irina
e Pietro percorrono così, clandestinamente, a bordo di
Goliath, un lungo tratto di strada. Credono di poter trovare,
ciascuno nell'altro, la soluzione e la compensazione delle proprie
scelte. Forza, energia. Ma per Irina, il sesso non sfugge alle
crudeli leggi degli affari. Ad ogni rapporto Pietro paga il
suo prezzo, mentre lei, integrando lo spettacolo della Bestia
con un suo numero da contorsionista, lo aiuta a riaccendere
l'attenzione del pubblico verso Goliath e rimpingua così
le modeste sostanze di Pietro. All'inizio della loro storia
l'uomo l'asseconda, finché la vertigine dell'avventura
lo rende vulnerabile all'amore. Così, nel corso del viaggio,
lungo la salita della vita, non è solo Goliath ad arrancare,
ma anche Pietro. Tra difficoltà e imprevedibili vicissitudini,
in fuga dal pericoloso Mattia, il rapporto tra Irina e Pietro,
fa emergere conflitti e debolezze reciproche. Tra lacrime e
sangue, i due giovani riproducono l'eco delle rispettive origini
e reminiscenze culturali: voracità individualistica come
riscatto per lei, e ideali di libertà per lui. Affetto,
passione, emozioni, si scontrano durante la loro impossibile
ricerca di un'autonoma felicità, che per ognuno dei due
segue vie e finalità differenti. La crudezza dell'esistenza
e il desiderio di amare alla fine imbrigliano Pietro irrimediabilmente.
Il tentativo esistenziale dei due protagonisti di rapportarsi
a una realtà troppo complessa, li conduce infatti in
un torbido tunnel. I loro caratteri sono troppo diversi: lui
è il sentimento, lei è l'istinto. Irina è
un'approfittatrice, cerca di trarre benefici dalle situazioni
e non si arrende di fronte a nulla: non la frena neppure il
dolore di Pietro quando lo tradisce sfacciatamente col suo migliore
amico.
Ospite in un vecchio convento la ragazza cerca di rubare una
preziosa icona. Irina non guarda in faccia nessuno. Istintivamente,
cerca di piegare tutto alle sue più elementari esigenze,
incluso la seduzione di Pietro, verso il quale mette in atto
una sistematica e ostinata spoliazione. Ma Pietro è legato
a lei da un sentimento quasi mistico oltre che sensuale, non
riesce a capirla, ed è sempre più schiavo della
sua passione. Lui, che ha fatto dell'etica il pilastro portante
della propria vita, si trova imbalsamato, come la sua bestia,
in un immaginario senza limiti che spesso rasenta un personale
sacrificio senza rimedio.
Un giorno, sempre braccata dal suo presunto proprietario, la
ragazza uccide il balordo Mattia in una disperata e drammatica
colluttazione, anche per difendersi dalle sue ossessive pretese.
Pietro non lo sa e lei porta con sé il terribile segreto.
L'amore che Pietro prova per Irina non ha confini: è
più forte della logica, della ragione e lo mette nelle
condizioni di subire le peggiori umiliazioni. L'inventiva, la
creatività, ogni capacità reattiva di Pietro si
piegano ai volubili capricci di Irina, meno umana e più
bestia della sua bestia Goliath. Spolpato di ogni suo avere,
ormai privo di ogni bene, Pietro perde anche la balena e viene
abbandonato dalla ragazza, ma lui, come ultimo, puro, sacrificio
d'amore si assume la colpa dell'omicidio di Mattia per scagionare
Irina e salvarla dalla prigione. Una sera, dopo molti anni,
Irina è con un cliente sulla stessa brughiera dove conobbe
Pietro e nel soffio del vento sente la musica di un'armonica
a bocca, identica a quella che suonava Pietro. La melodia e
il ricordo le fanno rimpiangere la grandezza umana del giovane
e il suo amore unico e sincero. Ora che lui non c'è più,
solo ora, alla fine della sua esaltante ma tragica avventura,
la ragazza sa quanto siano stati importanti per lei i suoi compagni
di viaggio Pietro e Goliath. Mentre singhiozza e piange per
la prima volta in vita sua, Irina, sorpresa dal rimpianto e
dalla disperazione, c'insegna che il sentimento e la fantasia
sono un bene unico, rigenerativo e assoluto, indispensabili
alla vita e ai quali nessuno, neppure la peggiore delle bestie,
può rinunciare.
* Goliath
è una delle tre sceneggiature italiane selezionate nell'ambito
del Progetto Media, programma europeo di sostegno alle cinematografie
nazionali. Essa, tra le 320 della comunità presentate
nell'anno in cui sono state selezionate, ha superato tutte le
articolate analisi previste dal bando di partecipazione ed ha
di conseguenza vinto il contributo European Script Found (Single
writers).
top